
Un insospettabile conflitto di interessiNuova puntata di ‘Brevi accenni‘, ovviamente da scaricare senza indugio: Parliamo dei due eventi Apple avvenuti negli ultimi sette giorni: il primo è quello scolastico, il secondo è la conferenza sui dati del primo trimestre fiscale del 2012. Si parte da lì, poi per non si sa quale ragione si arriva a parlare di Minecraft e a prendere (o subire?) lezioni di "buona educazione" a cura di Diego. La si ascolta dal sito di ‘Brevi accenni’ o da iTunes. È sicuramente una cosa buona e giusta lasciare una recensione, su iTunes, e altrettanto meritevole di plauso è aggiungerci su twitter: @breviaccenni ★ PERMALINK ---
'Lavora duro al tuo impiego oggi oppure lavora duro per trovartene un altro domani'Dopo l’articolo di martedì, ieri il New York Times è tornato di nuovo sul rapporto che Apple ha con la Cina pubblicando “Apple’s iPad and the Human Costs for Workers in China“: Nella fabbrica di Chengdu sono impiegate circa 120.000 persone, con turni che coprono tutte le 24 ore del giorno. Sui muri, dice il New York Times, ci sono striscioni con slogan come "Lavora duro al tuo impiego oggi oppure lavora duro per trovartene un altro domani". Apple ha un codice di condotta che fa sottoscrivere ai suoi fornitori, che dice tra le altre cose che gli operai non dovrebbero lavorare più di 60 ore la settimana. Questo limite però è infranto molto spesso e turni di 12 ore e sei giorni lavorativi su sette sembrano essere piuttosto frequenti. Il quotidiano statunitense dice che una buona paga per un operaio in possesso di un titolo di studio superiore è 22 dollari (meno di 17 euro) la settimana inclusi gli straordinari. (traduzione: Il Post) Quanti di voi si sono spazientiti nello scoprire che bisognava attendere due settimane per ricevere l’iPad? Devo ammetterlo: anche a me, quando il tempo di attesa era due settimane, mi si è dipinta sul volto un’espressione insofferente. Quanti di voi hanno criticato la decisione di non rinnovare il design dell’iPhone 4S? Ecco, appunto. Questa situazione è dovuta per una buona parte ai consumatori, che vogliono ogni anno prodotti più veloci, potenti, nuovi, diversi. Non sarà Apple a cambiarla, inutile crederci. Cambiarla significherebbe andare in bancarotta, perché di questa situazione non si avvantaggia solo Apple, ma ogni azienda; Apple e tutti i suoi concorrenti. L’articolo del NY Times non dice nulla che già non si sapeva, ma è bene che venga scritto, che venga ricordato alle persone che l’efficienza, velocità e il costante rinnovamento che chiedono ha dei costi, umani. Dice un dirigente anonimo di Apple: “Puoi creare il tuo prodotto in maniera confortevole, in fabbriche accoglienti nei confronti dei lavoratori, o puoi reinventarlo una volta l’anno, farlo migliore, più veloce e più economico; il che richiede delle fabbriche che di fronte agli standard americani appaiono oppressive. E, ora come ora, ai clienti interessa più un nuovo iPhone che le condizioni di lavoro in Cina.” Come scrive Facci, il NY Times non ha scoperto nulla di nuovo, ma ha ri-scoperto “tutto il campionario che da decenni in realtà riguarda tutta la produzione cinese per tutti i prodotti del mondo”. Se non siete ipocriti, ammetterete a voi stessi che queste cose le sapevate, che le avete sempre immaginate, seppur per stare meglio con voi stessi le avete ignorate. Il NY Times fa bene a ricordarle, a farcele riscoprire, a mettercele forzatamente davanti agli occhi. Ma andiamo a vedere Amazon, HP, Dell, Samsung, Motorola, Nokia (etc.) e scopriremo comportamenti identici. Questo non significa che l’articolo focalizzato su Apple non sia giusto, significa se mai che non ci si può aspettare che un’azienda cambi mentre tutte le altre continuano ad avvalorarsi di questi sistemi di produzione. Devono essere i governi a costringere le aziende, e le persone, a cambiare. ---
ClearRealmac Software, cioè un gruppo di sviluppatori dall’ottima fama, creatori di RapidWeaver. E Impending, nome che non dice nulla ma dietro al quale si nascondono i due fondatori di MacHeist. Hanno fatto, queste due aziende, insieme, un’applicazione GTD. Un’applicazione per gestire una To Do List. Cosa? Che noia? Ah, dite che ce ne sono già troppe, anche fatte bene, e non ne serve un’altra? Proprio per questa ragione, uscire fuori con qualcosa di innovativo e bello era anche più difficile. Ci sono riusciti. Utilizzo Things da quando ho l’iPhone, eppure sono pronto ad abbandonarla senza indugio in favore di Clear: per immediatezza, semplicità e naturalezza è qualcosa di non visto prima. Clear: sembra stupenda. Arriverà a breve, aspettiamola con impazienza. ---
Un campeggio modernoSamsung continua a sfornare spot che pigliano crudelmente in giro le persone che si dispongono ordinatamente e pazientemente in fila fuori da un Apple Store col fine di acquistare, per prime, l’ultimo device Apple. In “Urban Camping“ dei giovani si accampano nei pressi di un Apple Store per partecipare a quello che loro definiscono “il Woodstock della nostra generazione”, in “Type Wth Your Voice“1 un disperato blogger va alla ricerca di guanti senza dita, congelate a causa della neve. “Non riesco nemmeno a bloggare”, esclama disperato. Samsung nello spot finge che Siri non esista, ma vabbè. ↩ ★ PERMALINK ---
Tim Cook riguardo un po' di coseAl termine della presentazione dei risultati fiscali del primo trimestre fiscale del 2012, Tim Cook ha risposto, come di consuetudine, a un po’ di domande da parte della stampa e degli investitori. Tim Cook riguardo iCloud: Non è un prodotto. È una strategia per i prossimi dieci anni Tim Cook sulla necessità di ampliare lo schermo dell’iPhone 4, imitando la concorrenza (Android): Abbiamo appena venduto 37 milioni di iPhone. Ci sono molte persone fuori di qua a cui piace quello che facciamo. Tim Cook riguardo l’iPad e l’era post-PC: Credo davvero che arriverà il giorno in cui il mercato dei tablet supererà quello dei PC. Tim Cook riguardo il Kindle Fire e i tablet a basso costo: Abbiamo dato uno sguardo ai dati su base settimanale dopo il lancio del Fire da parte di Amazon. Non c’è stato un effetto sulle vendite né negativo né positivo. [...] Non credo che i tablet con funzioni limitate e gli e-reader rientrino nella stessa categoria dell’iPad. L’anno scorso doveva essere l’anno dei tablet. Credo che molte persone siano d’accordo che è stato l’anno dell’iPad, per il secondo anno di fila. (per le domande e altre riposte, vedi macrumors) ---
I (notevoli) profitti di Apple13.06 miliardi di dollari di profitti, 46.33 miliardi di dollari di ricavi. In totale Apple ha 97.6 miliardi di dollari, in cassa. Farhad Manjoo, giornalista di Slate, su Twitter: I profitti di Apple (13$ miliardi) superano tutti i ricavi di Google (10.6$ miliardi) ---
Evi, per chi non ha SiriEvi è un’applicazione, sia per iOS che per Android, venduta a 0.79 centesimi basata sulla tecnologia di Nuance. Svolge (quasi) tutti i compiti di Siri, ma ha due problemi: il primo è che nel mio caso, tutte le volte che l’ho provata, si è dimostrata lenta nel rispondere alle domande (a causa dei server, giù); credo e confido che l’attesa sia temporanea, dovuta al grande traffico che il lancio, avvenuto ieri, ha portato con sé. Il secondo è che per utilizzarla, ovviamente, occorre prima aprire l’applicazione e con questa pur veloce ma necessaria azione si perde molta della rapidità e immediatezza che rende Siri tanto interessante. Ma fa tantissime cose e per 0.79 centesimi, se avete un iPhone 4 e non potete godere dell’aiuto di Siri, direi che ne vale la pena. Ah, ovviamente l’inglese è l’unica lingua supportata, il che complica ulteriormente le cose -- la metà delle volte non capisce quel che gli dico, ma i creatori specificano che col tempo migliora e impara a riconoscere le stravaganze del “padrone” (inoltre, temo quest’ultimo sia un problema mio, non suo). ---
